Il re (molto amato) del terrore
Devo ammettere che sin da bambino sono stato un fan di Diabolik: era una delle mie letture preferite, soprattutto nelle meravigliose e interminabili estati da giovane studente italiano (auto-invidia per quei tempi!). E ancora oggi, se mi capita, ne leggo qualche storia con piacere.
Diabolik è un personaggio contraddittorio e controverso: è di sicuro un criminale (ruba in particolare gioielli preziosi ed enormi cifre di denaro, non esitando a uccidere chi intralcia i suoi piani), ma è dotato di princìpi etici molto forti, seppure “personali” (protegge i più deboli, è riconoscente verso gli amici o chi lo aiuta, odia e combatte mafiosi, trafficanti di droga, aguzzini e strozzini), e questo lo rende umano e vero. E anche amato.
Nelle sue vicende non vanno certo sottovalutati i personaggi che lo circondano, che diventano anch’essi protagonisti. Dall’affascinante e ambigua Eva Kant, inseparabile compagna di Diabolik sin dal terzo numero (nel quale lo salva dalla ghigliottina, dimostrando freddezza e determinazione), all’ispettore di polizia Ginko, integerrimo, geniale e coraggioso, che della caccia a Diabolik ha fatto la sua missione (sacrificando anche la sua storia d’amore con la contessa Altea di Vallenberg). Gli ‘strumenti di lavoro’ di Diabolik sono anche loro entrati nel mito, e ne citiamo solo qualcuno tra i tanti: la calzamaglia nera, la Jaguar E-Type (rigorosamente personalizzata), le maschere di plastica capaci di riprodurre le sembianze di chiunque, i rifugi (dotati di sistemi d’allarme e vie di fuga) sparsi per il mondo, il pentothal e la scopolamina (usati il primo come siero della verità per estorcere informazioni utili e il secondo per condizionare le persone a compiere determinate azioni). Non ci siamo dimenticati di uno degli ‘strumenti di lavoro’ più celebri di Diabolik, ovvero il suo coltello da lancio (Eva invece predilige il lancia-aghi). Anzi.
Lo abbiamo fatto diventare protagonista della copertina del numero di Coltelli che state sfogliando. Scoprirete nell’articolo ad esso dedicato tutti i dettagli. Vi anticipiamo soltanto che è nato dalla collaborazione tra la Maserin e la Casa editrice Astorina per festeggiare i cinquant’anni dalla nascita del personaggio e del fumetto (1962 - 2012). A lettori più attenti non sarà sfuggito che anche Coltelli nel 2012 ha celebrato il 50esimo numero. Beh, come in una vignetta di un fumetto di Diabolik… swiisss (la classe non è acqua)!
(Massimiliano Duca)


















