Armi in collezione ereditate: la sentenza della Cassazione

armi in collezione ereditate: armi vintage su tavolo di legno
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La Cassazione chiarisce quali siano i doveri da assolvere quando si parla di armi in collezione ereditate.

Due sono gli obblighi qualora si detengano armi in collezione ereditate: immediata denuncia, richiesta di apposita autorizzazione. Adempiuti questi doveri, l’erede “detiene legalmente le armi ricevute in successione”. La detenzione diviene illegale se “l’autorità di pubblica sicurezza dispone il divieto di detenzione delle armi o ne ordina la consegna oppure se il questore rigetta la richiesta di licenza per collezione […] o [successivamente] la revoca”. Lo ha chiarito la prima sezione penale della Cassazione accogliendo il ricorso di un cittadino lucano cui le forze dell’ordine avevano contestato l’illegale detenzione di armi.

Non è così, neppure se il questore aveva chiesto di integrare la richiesta con l’indicazione del calibro delle armi e di installare un impianto di allarme presso il luogo di detenzione. Non era un rifiuto, si legge nella sentenza, ma una nota interlocutoria (“la mancanza di contenuto decisorio è palese: il questore avvertiva e segnalava una circostanza”). La Cassazione ricorda che, qualora la richiesta sia respinta, ci sono trenta giorni per cedere le armi; e se la cessione non avviene, “il questore provvede all’affidamento in custodia delle armi a enti pubblici”. Ma non è questo il caso.

In breve

Obbligo di denuncia, richiesta di licenza: adempiuti questi obblighi, l’erede detiene legalmente le armi ricevute in successione. La detenzione diventa illegale se la detenzione di armi viene vietata o il questore respinge la richiesta.

L’estratto della sentenza

estratto della sentenza della cassazione sulle armi in collezione ereditate

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