B&T Apc-9 G Pro cal. 9×21, sempre più a 360°

B&T Apc9 Pro G 2020

La B&T Apc-9 G Pro estende il range di utilizzo dotandosi di una manetta d’armamento a scomparsa su entrambi i lati e modificando il lower receiver per ospitare i diffusissimi caricatori Glock.

Abbiamo visto l’ultima novità di Brugger & Thomet, azienda svizzera specializzata nella produzione di armi destinate alle forze armate e dell’ordine, allo stand Bignami di Hit Show 2020 a Vicenza. La B&T Apc9 Pro G è evoluzione dell’Apc che provammo alcuni anni fa.

Due le novità introdotte nella carabina classificata come arma corta in Italia, visto che la canna è lunga 175 mm:

  • la manetta di armamento presente su entrambi i lati, in modo da soddisfare completamente anche i tiratori mancini;
  • la B&T Apc9 Pro G è ora in grado di ospitare caricatori di Glock, diffusissimi e di facile reperibilità; ciò ha richiesto una modifica del fusto con l’introduzione di un diverso bocchettone di alimentazione.

Per i corpi che adottano una Glock come arma d’ordinanza, poter condividere gli stessi caricatori tra arma corta e lunga è un notevole vantaggio. Da segnalare anche la possibilità di montare impugnature compatibili con la piattaforma Ar-15 per una maggior personalizzazione e una miglior ergonomia.

Primo contatto con la B&T Apc9 Pro G

L’Apc9 Pro G è venduta in un’ampia valigetta polimerica nera, con una nutrita serie di accessori: la dotazione include tre caricatori Glock da 20 colpi, un’impugnatura verticale, la cinghia per il trasporto e un kit di pulizia e manutenzione davvero completo.

L’arma è realizzata mediante l’accoppiamento di due gusci. Il lower receiver è in polimero, con il calcio a pistola integrale; la cavità interna di quest’ultimo è chiusa da uno sportellino così da ricavare un piccolo vano per il trasporto di piccoli attrezzi e materiali per la manutenzione.

In posizione coerente con la disposizione tipica della piattaforma M16 sono disposti il comando della sicura, il pulsante di sgancio del caricatore e quello di sgancio dell’otturatore; come scritto sopra, tutti i comandi sono presenti su entrambi i lati. Opportune asole rinforzate vanno a ospitare i perni passanti che vincolano il lower all’upper receiver.

Quest’ultimo è realizzato in robusta lega d’alluminio e presenta una finitura satinata conseguente al processo di anodizzazione cui è sottoposto. Vi è ricavata la finestra d’espulsione sul lato destro e presenta due gruppi di viti con testa Torx (3 per lato) che vanno a bloccare la canna al castello. La parte posteriore del blocco dei due receiver si raccorda con il calciolo, scheletrato e abbattibile; anch’esso realizzato in polimero, presenta vari punti d’ancoraggio per le cinghie di trasporto.

Pronta per gli accessori

La B&T Apc9 Pro G dispone di ben quattro slitte Picatinny Nar (Nato Accessory Rail). Tutte le ottiche che vedete fotografate sono di serie e montate sulla slitta Picatinny ricavata sulla sommità dell’upper receiver: troviamo montati tacca di mira (registrabile in deriva e alzo) e mirino di tipo flip-up, insieme con un punto rosso di Aimpoint, l’Acro C-1 con punto da 3,5 Moa.

Si tratta di uno strumento di qualità studiato appositamente per l’arma corta, impermeabile fino a 5 metri, del peso di soli 60 grammi, alimentato da una batteria tipo CR1225 al litio che garantisce 15mila ore d’uso, circa un anno e mezzo di accensione continua. La slitta inferiore ospita un’impugnatura verticale a sgancio rapido, molto utile per afferrare saldamente l’arma con la mano debole nel tiro senz’appoggio.

Meccanica leggera ma robusta

Il funzionamento della B&T Apc9 Pro G si basa su un sistema a chiusura labile operato da un otturatore molto leggero, in grado di garantire – nella versione militare dell’arma – una cadenza di tiro dichiarata di 1.080 colpi al minuto. Il disegno dell’otturatore è semplice, così da facilitarne la produzione e ridurre i costi, ma in questa versione è associato a due manette d’armamento, alleggerite da fori rettangolari e a scomparsa, nel senso che una molla le ripiega lungo il lower receiver.

L’assorbimento del rinculo è demandato, oltre che alla massa dell’otturatore, alla resistenza della molla di ritorno e da un ammortizzatore idraulico solidale al calciolo. L’otturatore rimane in posizione di apertura una volta esploso l’ultimo colpo contenuto nel caricatore. La sicura si aziona a cane armato.

La prova completa della B&T Apc9 Pro G è stata pubblicata nel numero di dicembre di Armi Magazine che trovate in edicola.