Carabine Zastava: dissequestro e problemi pratici

Modifiche delle carabine Zastava, l’iniziativa di Tfc

Dissequestro delle carabine Zastava: l’avvocato Fabio Ferrari spiega quali saranno i prossimi passaggi.

Vi sottopongo alcune doverose precisazioni sull’affaire Zastava M76. Se diverrà definitiva la recentissima ordinanza con cui il gip del tribunale di Brescia ha disposto il dissequestro di oltre 100 armi già verificate come “non sparanti a raffica”, si dovrà trovare un modo concreto, rapido e condiviso per farle ritornare nelle mani dei legittimi proprietari.

Non è un problema di poco conto, perché se l’amministrazione si mette di traverso diventa complicato eseguire il decisum del giudice. Già, sembra incredibile che qualcuno possa rifiutare la restituzione delle armi, o avanzare riserve. Qui non si tratta di fare le cose come uno le pensa o secondo il proprio desiderio, bensì di attuare un ordine del giudice. Si lavora per non arrivare al muro contro muro, per non iniziare un nuovo contenzioso penale con le amministrazioni coinvolte alle quali chiediamo una seria collaborazione per risolvere positivamente quest’ultima fase.

Poco importa se molti si aspettavano che tutte le Zastava finissero sotto la pressa e avevano consigliato agli ex proprietari di non fare nulla; spiacente di averli delusi, ma non abbiamo lavorato mesi (in qualche caso anni) per lasciare le cose a metà. Non parlo a nome mio, ma a nome di tutti gli avvocati e gli studi legali comunque coinvolti nella vicenda: rispettate il nostro ruolo e il nostro lavoro.

L’accordo con Tfc

In questa ottica devono essere valutati gli accordi con la società Tfc – in corso dal luglio 2020 con l’intervento di Auda – che potrebbe fornire un valido aiuto proprio per le modifiche tecniche e le restituzioni. Non è una questione di risparmio o di ottenere agevolazioni (che può avere il suo peso ma non è determinante), bensì di rendere possibile ciò che al privato cittadino sarebbe impossibile, o difficile, ottenere. Parlo soprattutto di tutte quelle carabine che sono a Senigallia.

Non potremo certo arrivare al punto di ottenere la restituzione casa per casa, al domicilio del detentore; speriamo però si sensibilizzare giudici e amministrazioni al fine di rendere meno gravosi e onerosi tali oneri. Questa fase non finirà certo domani, ma è doveroso tracciare una strada comune per quelle armi che saranno dissequestrate.

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