Ecco come cambia la pratica del tiro a segno

Ecco come le nuove norme anticontagio cambiano la pratica del tiro a segno: primo piano su giuseppe conte con mascherina griffata con bandiera tricolore
© Fabrizio Annovi / shutterstock

Il mondo del tiro a segno deve fare i conti col nuovo decreto anticontagio che consente solo le gare d’interesse nazionale e rimodula gli allenamenti.

Sono sospesi i campionati sezionali e provinciali, le fasi locali dei Giovanissimi e in generale tutte le competizioni prive di interesse nazionale: il tiro a segno italiano ritocca i propri programmi dopo l’ultimo decreto anticontagio. Da qui al 24 novembre si disputeranno esclusivamente le finali Issf dei campionati italiani individuali e a squadre (Seniores, Juniores, Ragazzi, Allievi) e le tre prove della gara regionale federale “poiché finalizzate alla qualificazione ai campionati italiani 2020 nelle specialità a 10 metri”.

I tiratori coinvolti in queste competizioni potranno allenarsi a porte chiuse. Agli altri tesserati è consentito utilizzare gli impianti a cielo aperto, non le gallerie e le palestre per l’aria compressa. “Con il termine ‘palestra’ il legislatore intende qualunque locale attrezzato per praticare sport al chiuso”. E dunque palestre e gallerie, chiarisce l’Uits, potranno essere utilizzate esclusivamente dagli atleti che gareggeranno nelle competizioni non sospese. Il decreto non fissa invece alcun limite all’attività istituzionale. E non c’è solo il tiro a segno: nelle scorse ore la Fitav ha chiarito come il provvedimento impatti sul tiro a volo.

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