Nomina a guardia particolare giurata, ok del Senato all’emendamento

nomina a guardia particolare giurata: guardia giurata in divisa
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Chi vorrà ottenere la nomina a guardia particolare giurata avrà bisogno di un contratto di lavoro dipendente con un istituto di vigilanza. Il Senato approva l’emendamento al decreto agosto, ora all’esame di Montecitorio.

Prima di procedere alla nomina a guardia particolare giurata il prefetto dovrà verificare che esista un rapporto di lavoro dipendente con un istituto di vigilanza autorizzato. È il senso dell’emendamento (art. 37 quinquies, proponenti Ferrari, Nannicini, Collina e Giacobbe) alla legge di conversione del decreto agosto, approvata con la fiducia dal Senato. Il provvedimento entrerà in vigore dopo il via libera della Camera. La legge disciplina anche la transizione “per assicurare il reinserimento nel mercato del lavoro” di chi al momento non è legato a un istituto di vigilanza. I decreti di nomina finora rilasciati “per l’esercizio del mestiere di guardia giurata in forma di lavoro autonomo conservano la propria efficacia fino alla scadenza”. Poi sarà possibile un solo ulteriore rinnovo.

L’Assiv, Associazione vigilanza e servizi fiduciari, aveva chiesto ripetutamente che il legislatore intervenisse in questo senso. La combo tra sentenza del Tar Emilia Romagna e circolare del Viminale “di fatto annullava ogni vincolo di subordinazione tra guardia giurata e istituto di vigilanza”. L’emendamento, si legge nella nota firmata dalla presidente Maria Cristina Urbano, evita “la completa destrutturazione di un comparto estremamente rilevante” per l’interesse pubblico. Per garantire un servizio di qualità “non si può prescindere dalla solidità organizzativa e funzionale degli istituti”.

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