Nuovo Dpcm, nulla cambia (per ora) per il tiro sportivo

nuovo dpcm: Giuseppe Conte con mascherina
© Massimo Todaro / shutterstock

Le restrizioni previste dal nuovo Dpcm non coinvolgono il comparto armiero, della caccia e del tiro sportivo.

Il nuovo Dpcm, che vorrebbe diminuire il progresso dei contagi autunnali di covid-19, non prevede espressamente nessuna involuzione per il mondo del tiro a segno. Ometto ogni commento sulla opportunità politica delle nuove restrizioni e mi limito a richiamare tutto quanto avevamo scritto in primavera. L’impatto diretto delle nuove restrizioni non coinvolge il comparto armiero, della caccia e del tiro sportivo. La vendita e l’accesso al pubblico nelle armerie non muta rispetto ai protocolli di prevenzione e sicurezza sanitaria già in vigore da mesi. I poligoni di ogni tipo continuano la loro attività: l’accesso per i tiratori a fine ludico sportivo prosegue entro le norme già previste di prevenzione e sanificazione. Le gare sono svolte in assenza di pubblico. Nessuna restrizione è stata prevista per i calendari venatori.

Le misure di carattere regionale e nazionale che prescrivono il divieto di spostamento dal domicilio in ore notturne (tranne casi ben delineati, per i quali occorre l’autocertificazione) coinvolgono in modo marginale i detentori di armi. Occorre valutare in modo prudente se e come un’infrazione si potrà riflettere sull’assetto amministrativo delle licenze; vale il richiamo a comportamenti responsabili dello scorso marzo. Maggiore attenzione va posta nei casi limitati nei quali sia previsto un divieto di spostamento entro e oltre i confini regionali.

Le raccomandazioni? Uno sgorbio giuridico

Le raccomandazioni contenute nell’ultimo decreto sono (non è una mia definizione) uno sgorbio giuridico. Aria fritta, insomma, senza alcuna conseguenza in caso di violazione. Staremo a vedere se qualcuno subirà il sequestro delle armi, o la revoca delle licenze, perché ha invitato a casa sua persone non conviventi. Ho seri dubbi in merito. Dovesse accadere, ogni tipo di contromisura sarà necessaria e opportuna: memorie difensive, ricorsi, denunce per abuso di ufficio. Parliamo di provvedimenti che minano alla base la sfera – personalissima – della libertà individuale, che non hanno alcuna attinenza con l’affidabilità soggettiva richiesta per detenere armi e non rivelano alcuna propensione a delinquere. Si rammenta che le previsioni del nuovo dpcm, se non verranno diversamente modificate, valgono fino al 24 novembre 2020.

Scopri le news, gli approfondimenti legali e poi tutti i test di armi su Armi Magazine.