Porto d’armi per i giudici onorari, la sentenza del Consiglio di Stato

porto d'armi per i giudici onorari: martello del giudice con pistola
© Daniel Tadevosyan / shutterstock

Il Consiglio di Stato ha chiarito che senza licenza non è consentito il porto d’armi ai giudici ordinari.

No, senza licenza non è consentito il porto d’armi ai giudici onorari. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato respingendo il ricorso contro la sentenza affine del Tar del Lazio. Tra giudici professionali e giudici onorari esiste infatti una differenza sostanziale che rende impossibile “un’applicazione analogica”. I giudici ordinari appartengono solo funzionalmente, e non strutturalmente, all’ordine giudiziario: non sono infatti passati dal concorso in magistratura.

È dunque legittima la mossa del ministero della Giustizia, che nel 2018 sostituì i tesserini di giudici ausiliari di corte d’appello, giudici onorari di pace e viceprocuratori onorari: sui nuovi modelli non c’è più scritto “valido ai fini del porto d’armi senza licenza”. Diversamente “sarebbe consentito il porto d’armi senza licenza a chi svolge in via principale non l’attività di magistrato (onorario) ma un’altra attività lavorativa e professionale”. Il magistrato onorario gode infatti di quella qualifica solo “in quanto e nei termini in cui svolge funzioni giurisdizionali”. E ciò comunque “per una durata limitata e in maniera non esclusiva, ma compatibile con altre attività lavorative e professionali e per scelta volontaria di partecipare all’amministrazione della giustizia”.

Inoltre non ha senso parlare di una possibile esposizione al pericolo: la “circostanza normalmente non si realizza per gli affari minori cui sono addetti i magistrati onorari”. E in ogni caso il Consiglio di Stato non intacca un diritto acquisito. Semmai si è concesso in passato un beneficio incongruo dovuto a una lettura imprecisa della legge.

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