Taurus G3 cal. 9×21, la prova a fuoco

La Taurus G3 è la nuovissima semiautomatica polimerica prodotta dalla filiale statunitense dell’azienda brasiliana. Si tratta della versione a dimensioni normali della compatta G2 che tanto successo ha riscosso nel pubblico americano.

La Taurus G3 nasce dunque per il porto manifesto ed è caratterizzata dal peso contenuto – 700 grammi – e dall’ergonomia particolarmente riuscita. L’impugnatura presenta una lavorazione che aiuta molto la presa anche con mani sudate e presenta incavi di riferimento per il pollice e l’indice.

Sempre nel fusto in plastica abbiamo la rotaia Picatinny per montare accessori. Il carrello è invece in acciaio e presenta intagli di presa anteriori e posteriori, oltre a incorporare tacca di mira e mirino che presentano punti bianchi per l’uso con luce scarsa.

Canna e funzionamento

La canna è lunga 4 pollici ed è camerata in 9×21. Il funzionamento è in singola azione con la “retrike capability” come dicono in Taurus, cioè la possibilità di ribattere il colpo in caso di cilecca: sulle normali pistole a percussore lanciato ciò non è possibile e bisogna arretrare manualmente il carrello per espellere la cartuccia inesplosa e camerarne un’altra.

Tre sicure

Abbiamo poi la leva della sicura manuale sul fusto, la sicura al grilletto tipo Glock e quella automatica al percussore che ne impedisce lo sgancio in caso di caduta.

Prezzo competitivo

L’aspetto più rilevante della Taurus G3 è il rapporto qualità-prezzo: l’importatore Bignami la propone infatti a 387 euro con due caricatori da 15 colpi. L’abbiamo messa alla prova all’Invictus Close Shooting Range di Erba.

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