Anpam, munizioni in piombo: sette anni per «ridurre al minimo» gli impatti del divieto

Anpam, munizioni in piombo sette anni per «ridurre al minimo» gli impatti del divieto
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L’Anpam commenta la decisione con cui le istituzioni europee hanno ufficializzato che tra sette anni entrerà in vigore il divieto di usare munizioni spezzate in piombo sia per la caccia, sia per il tiro sportivo all’aperto.

Era impossibile opporsi alla proposta con tanta forza da respingerla: pertanto l’Anpam ritiene che il lavoro svolto dall’industria e dalle associazioni di settore, che nell’ultimo quinquennio si sono confrontate ogni giorno con le istituzioni europee, abbia consentito di ottenere «miglioramenti significativi» rispetto alla proposta originaria, che avrebbe accelerato – il periodo di transizione si allunga da tre a sette anni – e reso più dirompente il divieto di usare, sia per la caccia sia per il tiro sportivo all’aperto, munizioni spezzate in piombo.

«Sebbene complesso» commenta Andrea Andreani, presidente dell’Anpam, «il percorso si è svolto all’insegna di un’interlocuzione intensa, che ha permesso di [far capire] alle istituzioni europee le criticità tecniche e operative» che la proposta iniziale avrebbe creato. Oltre all’allungamento del periodo di transizione, «che consentirà di affrontare il cambiamento in tempi più realistici e sostenibili», tra i risultati principali l’Anpam riscontra «l’esclusione totale del munizionamento metallico e delle slug» dal perimetro del divieto.

Nessuno però può negare che le restrizioni comporteranno «nuove sfide tecniche e organizzative» sia ai produttori, sia ai gestori degli impianti di tiro, alle armerie e a tiratori e cacciatori. Pertanto già da ora l’Anpam «conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo costante» con tutte le categorie interessate, per «individuare e promuovere le iniziative necessarie a ridurre al minimo gli impatti sul comparto».

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