Negli emendamenti che il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia ha presentato al ddl che converte il decreto sicurezza, al momento all’esame del Senato, ce n’è uno sui dispositivi «a letalità controllata» destinati alla dotazione delle forze di polizia.
Tra i 1.215 emendamenti con i quali i gruppi parlamentari di maggioranza e d’opposizione intendono modificare l’impianto del decreto sicurezza approvato dal governo Meloni (scade il 25 aprile, tra un mese esatto) ce n’è uno che si propone di modificare l’articolo 2 della legge 110/75 nel paragrafo che definisce i dispositivi non letali in dotazione alle forze di polizia.
L’hanno presentato Marco Lisei e Gianni Berrini, senatori di Fratelli d’Italia, che si riferiscono «agli strumenti ad aria compressa o gas compresso, a canna liscia e a funzionamento non automatico, destinati al lancio di capsule sferiche marcatrici».
La formulazione attuale della legge non li classifica come armi purché, «di calibro non inferiore a 12,7 e non superiore a 17,27 millimetri», non eroghino un’energia cinetica «superiore a 12,7 joule»; per Lisei e Berrini bisogna prevedere che questi limiti non si applichino ai dispositivi («a letalità controllata, a uso esclusivo istituzionale») che le forze di polizia impiegano «per finalità di ordine pubblico, difesa e controllo del territorio».
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