Tra i 1.215 emendamenti con i quali i gruppi parlamentari intendono modificare l’impianto del decreto sicurezza ce ne sono alcuni, sia di maggioranza sia d’opposizione, che tentano di rimodulare le restrizioni al porto di coltelli.
La mossa, duplice, è chiara: chiarire cosa s’intende per motivo giustificato, ed estenderlo dal porto dei soli coltelli a lama fissa (otto centimetri la lunghezza sopra la quale scattano le restrizioni) a quello dei pieghevoli con blocco, per il quale da un mese sopra i cinque centimetri è scattato il divieto; in questa direzione spingono gli emendamenti con cui, senza essersi coordinati tra sé, i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia d’opposizione puntano a circoscrivere la portata del decreto sicurezza approvato un mese fa dal governo Meloni e al momento all’esame della prima commissione (Affari costituzionali) del Senato.
È ovvio che tra le diverse forze politiche la sensibilità è diversa. Qualcuno si concentra sulla definizione di motivo giustificato (per il Partito democratico lo sono «attività di lavoro, amatoriali, hobbistiche, di volontariato ambientale e in emergenza, [quelle] che richiedono una licenza o un tesserino regionale o comunale, escursionistiche o sportive» e in un altro emendamento «professionali, produttive, manutentive, venatorie, nautiche, di protezione civile»; per la Lega attività «lavorative, professionali, sportive o tradizionali» tra cui rientrano quelle «agricole, forestali, venatorie, di pesca, artigianali e di cantiere, comprese quelle del settore edilizio e della manutenzione»).
Il governo alla prova
Fratelli d’Italia, invece, punta a ridurre il perimetro all’interno del quale il decreto è efficace: l’emendamento 1.23 propone di non applicare le restrizioni né agli «strumenti multilama e ai multi-tool privi di lama principale a estrazione rapida», né agli «attrezzi certificati per uso professionale, sportivo, di soccorso o per attività all’aperto» come caccia, controllo faunistico, pesca, raccolta di funghi o di tartufi. A Forza Italia, Noi moderati e Svp interessa l’introduzione del motivo giustificato per il porto dei coltelli pieghevoli con lama più lunga di cinque centimetri.
Cresce l’attesa per la replica del governo, che dopo la sconfitta nel referendum costituzionale sta vivendo giorni complicati – di fatto i primi dall’inizio della legislatura – e che su ciascuno dei 1.215 emendamenti dovrà esprimere il proprio parere.
Resta un’ipotesi concreta il ricorso al voto di fiducia, difficile però sul testo uscito dal consiglio dei ministri: da un paio di giorni il governo s’è scoperto fragile, e di concedere qualcosa ai parlamentari che lo sostengono può avere bisogno.
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