Nel pacchetto sicurezza lo scudo penale per le forze dell’ordine

Nel pacchetto sicurezza lo scudo penale per le forze dell’ordine
© ChiccoDodiFc / shutterstock

Nel ddl che il governo Meloni sta per presentare alle Camere trova spazio il cosiddetto scudo penale per gli agenti delle forze dell’ordine, non indagati se agiscono per legittima difesa, adempimento di un dovere o stato di necessità.

Più che del decreto all’esame di una delle prossime riunioni del consiglio dei ministri, si prevede che la proposta farà parte del disegno di legge con cui il governo Meloni completerà il nuovo pacchetto sicurezza: dunque ci s’attendono tempi un po’ più lunghi per la riforma che intende introdurre uno scudo penale per le forze dell’ordine.

I nomi degli agenti non devono finire iscritti come indagati nel registro delle notizie di reato, sostiene il governo, in presenza di una causa di giustificazione: sui giornali che hanno preso visione della bozza si elencano «legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità».

Intervistato da Alessandra Ziniti per la Repubblica, l’ex procuratore di Torino Armando Spataro – molto critico sulla proposta, che ritiene «inaccettabile […] perché viola il principio d’eguaglianza» e «illogica […] perché molte indagini hanno per oggetto la sussistenza» delle esimenti – segnala che «eguale previsione “per incrementare le tutele” [si prevede] per tutti i cittadini che abbiano agito in presenza di tali cause di giustificazione».

Leggi le news, gli approfondimenti legali e tutti i test di armi e di munizioni sul portale web di Armi Magazine.