Governo approva decreto con riforma della legittima difesa

Governo approva decreto con riforma della legittima difesa - ministro Carlo Nordio davanti a bandiere di Italia ed Europa
Carlo Nordio, ministro della Giustizia del governo Meloni • Alessia Pierdomenico / shutterstock

Nel decreto sicurezza approvato dal governo entrano due articoli sulla legittima difesa.

In attesa del testo ufficiale approvato dal governo, o quantomeno del comunicato stampa (dopo la riunione ai giornalisti hanno parlato Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, ministri dell’Interno e della Giustizia), cominciano a circolare i dettagli del decreto sicurezza, nel quale dopo il confronto col Quirinale entra non lo scudo penale per gli agenti delle forze dell’ordine, ma la riforma della legittima difesa.

Il decreto modifica l’articolo 335 del codice di procedura penale, quello che disciplina il funzionamento del registro delle notizie di reato: in presenza di «cause di giustificazione», si legge nelle bozze che già stanno circolando sulla stampa nazionale, il pubblico ministero si serve «di un modello separato» per annotare il nome della persona cui s’attribuisce il fatto; le garanzie restano le stesse che spettano a un indagato tradizionale.

Se non sono necessari accertamenti ulteriori, il pm richiede l’archiviazione «senza ritardo, e comunque entro trenta giorni»; per gli accertamenti invece di giorni la procura ne ha a disposizione centoventi, dopo i quali altri trenta per decidere come procedere.

Entro due mesi il ministro della Giustizia dovrà firmare il decreto con cui definirà le modifiche da apportare al registro delle notizie di reato, nel quale è necessario introdurre il modello per le annotazioni preliminari.

Il decreto entrerà in vigore dal giorno successivo a quello della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale; le camere dovranno convertirlo in legge entro sessanta giorni.

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