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Assessore lancia petizione su prelievo del lupo, boom di firme

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In meno di 24 ore ha già raccolto più di 13.000 firme la petizione dell’assessore altoatesino Arnold Schuler che chiede all’Europa e a Roma di autorizzare “il prelievo controllato del lupo in Alto Adige”.

petizione Arnold Schuler prelievo controllato del lupo
© Alessandro Cristiano

Le petizioni online sono sempre da prendere con le molle, ma se a lanciarla è un’istituzione il discorso cambia. Specie se si parla di una questione proverbialmente delicata come la gestione del lupo. Arnold Schuler (SVP), assessore all’Agricoltura della Provincia di Bolzano, ha lanciato una petizione su openpetition.eu per chiedere all’Unione europea che “si adottino immediatamente le necessarie misure per abbassare il livello di tutela del lupo” e al governo italiano di rendere possibile “il prelievo controllato del lupo in Alto Adige, in armonia con le direttive europee”. E in meno di 24 ore la petizione ha raccolto più di 13.000 firme.

A tutela dell’agricoltura di montagna e della conservazione di un territorio agricolo vivo e produttivo, ma anche per la sicurezza delle cittadine e dei cittadini”, si legge nel testo del documento, “è imperativo poter prevedere un controllo della popolazione di lupo. Anche l’alto grado di tutela di questa specie, [se si tiene] conto dei numeri rapidamente in crescita in tutta Europa, va messo in discussione. La crescente percentuale di ibridi e i numerosi abbattimenti illegali sono in contraddizione con la tutela della specie e potrebbero essere sensibilmente ridimensionati attraverso un prelievo controllato”.

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12 commenti riguardo “Assessore lancia petizione su prelievo del lupo, boom di firme”

  1. chi vive in città ed ha un lavoro in ufficio, non ha una visione molto aperta sui problemi che crea il proliferare incontrollato di certe specie. Certo che dire: non abbiamo nessun diritto di mandarlo via, vivendo in città è un po’ ipocrita. Allora, iniziamo a smantellare un po’ di città e ridiamo spazio alla fauna. Perché a farne le spese devono sempre essere i contadini? Che sono quelli che vivono in prima persona certi problemi? e vengono criticati da chi vive in un mondo tutto suo, molto staccato dalla realtà?

    1. Il proliferare incontrollato di certe specie è una conseguenza della errata gestione antropica del territorio. Dopo aver elimineto i competitori adesso eliminiamo i predati? Quando a me vivo tra i boschi al confine con la Slovenia e ricominciano a comparire gatti selvatici e sciacalli (canis aureus). Frutto di una politica oculata.

    2. Il proliferare incontrollato di certe specie è una conseguenza della errata gestione antropica del territorio. Dopo aver elimineto i competitori adesso eliminiamo i predati? Quando a me vivo tra i boschi al confine con la Slovenia e ricominciano a comparire gatti selvatici e sciacalli (canis aureus). Frutto di una politica oculata.

    3. in un ambiente altamente urbanizzato, è difficile far conciliare le cose. Perché tutto entra in competizione con le attività umane. soprattutto, quelle attività che sono a diretto contatto con la natura. Quindi, spesso coloro che vivono direttamente i disagi della proliferazione delle specie, sono quelli che lavorano a diretto contatto con certe realtà. Presi tra i fuochi dell’urbanizzazione e dell’animalismo/ambientalismo cieco. Non di sicuro quelli che fanno altri lavori, pur vivendo in campagna.

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