Decreto sicurezza: Cai Alto Adige boccia la stretta sui coltelli, «un’assurdità»

Decreto sicurezza Cai Alto Adige boccia la stretta sui coltelli un’assurdità
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Sulla norma inserita nel decreto sicurezza relativa ai chiudibili con blocco e lama sopra i 5 cm, il presidente del Cai Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, si è detto “letteralmente sconcertato”.

Il tipo di coltelli interessati è molto diffuso tra escursionisti e fungaioli, come per esempio i modelli più grandi dei famosissimi coltellini svizzeri. “Ancora una volta”, commenta Zanella, “si decidono delle cose, senza saperle e senza ascoltare gli esperti”. Secondo Zanella, “è un’assurdità perché questi coltelli sono utilissimi per chi si muove nella natura e possono salvare vite”.

Il presidente del Cai Alto Adige fa presente che con questo tipo di coltello si può tagliare in caso di bisogno un laccio, intervenire sulla ferita dopo un morso di una vipera oppure liberare un capriolo rimasto ingarbugliato in un filo di recinzione elettrica dei pascoli. Sono indispensabili per tagliare i funghi alla loro base per non danneggiare il micelio sotterraneo, che garantisce poi la ricrescita. “Di certo non me lo porto dietro in montagna per fare l’assassino”, ironizza.

In risposta l’avvocato Nicola Canestrini di Rovereto (Tn) ha affermato: “L’escursionista potrà invocare il giustificato motivo o chiedere l’archiviazione perché portare un coltello in montagna è fatto penalmente insignificante — e spesso l’esito sarà proprio quello. Ma nel frattempo: denuncia, iscrizione nel registro degli indagati, spese legali, tempo perso, frustrazione, sfiducia nella giustizia”. Secondo il legale, “è la solita logica del populismo penale: si legifera per titoli di giornale, non per risolvere problemi”.

Il Cai Alto Adige spera ora in una modifica del testo del decreto sicurezza, che oggi conclude il iter al Senato; il senatore Svp Meinhard Durnwalder ha annunciato un suo intervento in tale senso.

Tempi stretti

Per la stretta sui coltelli del pacchetto sicurezza varato dal governo i tempi sono ridotti, anche se manca un mese e mezzo al termine per la conversione in legge, il 25 aprile. Incide, infatti, la sospensione dell’attività parlamentare che scatterà la settimana prima del referendum, e a inizio aprile per Pasqua.

Per presentare emendamenti c’è tempo fino al 17 marzo: bisogna fare in fretta se si vuol porre rimedio ai potenziali danni che questo decreto porterà.