Il decreto sicurezza approvato dal governo Meloni aumenta restrizioni e divieti relativi al porto di coltelli.
Tra gli strumenti il cui porto immotivato la legge vieta, con sanzioni più aspre (non è più contravvenzione, ma delitto punito con la reclusione fino a tre anni), entrano anche i coltelli «con lama affilata o appuntita superiore a otto centimetri»: è un altro dei passaggi chiave del decreto sicurezza licenziato dall’ultima riunione del consiglio dei ministri, che contestualmente è intervenuto sulla procedura penale nei casi di legittima difesa e ha disposto la tutela legale per gli agenti delle forze dell’ordine cui si contestano «fatti compiuti in presenza di cause di giustificazione».
Inoltre il decreto estende il divieto di porto alle armi per le quali «non è ammessa licenza, come coltelli a scatto e a farfalla, strumenti con lama superiore a cinque centimetri muniti di blocco o apribili con una sola mano, oggetti camuffati o occultati».
Nel momento in cui il decreto comparirà sulla Gazzetta ufficiale i minori non potranno più acquistare, neppure sulle piattaforme di commercio elettronico, «strumenti a punta e a taglio che occasionalmente possono servire all’offesa alla persona».
Ai genitori del minore che commette un reato legato al porto abusivo d’armi, proprie o improprie, il prefetto applicherà una sanzione amministrativa compresa tra 200 e 1.000 euro.
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