Il decreto sicurezza, che all’articolo 12 riforma la legittima difesa rimodulando lo sviluppo delle indagini, è comparso sulla Gazzetta ufficiale.
Dopo quasi tre settimane dall’approvazione del consiglio dei ministri, il decreto sicurezza (lo firmano Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio, Guido Crosetto, Antonio Tajani e Giancarlo Giorgetti) trova spazio sulla Gazzetta ufficiale: dunque entra in vigore – perché sia definitiva occorre il voto delle Camere entro due mesi – la riforma della legittima difesa, declinata come rimodulazione delle indagini.
L’articolo di riferimento è il numero 12: modificando il codice di procedura penale, il primo comma dispone che, «quando è evidente […] la presenza di cause di giustificazione», il pubblico ministero annoti in un modello separato – dunque non nel registro delle notizie di reato tradizionale – il nome della persona coinvolta; restano comunque intatti «diritti e garanzie» che la legge riconosce agli indagati.
Se non c’è bisogno di ulteriori accertamenti, che eventualmente devono completarsi in quattro mesi, il pm richiede l’archiviazione «senza ritardo», e comunque entro trenta giorni.
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