Nel pacchetto sicurezza l’estensione della legittima difesa

Nel pacchetto sicurezza l’estensione della legittima difesa - governo Meloni alla Camera
© Marco Iacobucci Epp / shutterstock

In giornata il consiglio dei ministri voterà decreto e ddl che comporranno il pacchetto sicurezza: ci s’attende una modifica della disciplina che regola la legittima difesa.

Dopo il confronto col Quirinale lo scudo penale per gli agenti delle forze dell’ordine si trasforma in una modifica della disciplina che regola la legittima difesa: nel pacchetto sicurezza che licenzierà staserà (ci s’attende che quest’intervento farà parte del decreto, dunque immediatamente esecutivo, non del disegno di legge) il consiglio dei ministri disporrà che la procura non debba più indagare in automatico chiunque commetta un reato in presenza «di cause evidenti di giustificabilità».

Su Repubblica in edicola oggi Alessandra Ziniti scrive che si prevede «l’iscrizione in un registro di notizie di reato diverso da quello comune, con le stesse garanzie di difesa [previste] per un normale indagato». Resta compito della magistratura decidere «se sussistono le condizioni per applicare la causa di giustificabilità».

Il governo disporrà tempi certi perché il procedimento si concluda: a meno che il pm non rilevi l’assenza d’esimenti, si dovrà procedere all’archiviazione entro trenta giorni.

Alla fine del consiglio dei ministri si saprà se lo sviluppo della giornata avrà portato a qualche cambiamento in un impianto che però a questo punto appare consolidato.

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