Dopo la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale la riforma dell’Uits diventa legge.
La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale è l’atto conclusivo, quello che dopo l’approvazione di Camera e Senato completa l’iter di conversione: da sabato la riforma dell’Uits è non più il prodotto di un decreto, per definizione provvisorio, ma una legge dello Stato.
Della formulazione originaria l’esame del parlamento ha emendato alcuni passaggi: salta la figura degli ispettori Uits presso le sezioni Tsn, alle quali resta in esclusiva il potere di rilasciare il diploma d’idoneità al maneggio delle armi. Rispetto alle intenzioni iniziali il centrodestra ha ammorbidito anche un altro passaggio delicato: nella disponibilità dell’Uits entrano solo i beni immobili delle sezioni Tsn, non anche quelli mobili.
Resta però solido il cardine della riforma, ossia lo sdoppiamento della governance – da una parte la componente sportiva, dall’altra quella istituzionale, di fatto sovraordinata: il suo presidente, nominato dal governo, è il legale rappresentante di tutta l’Uits – con annessa marginalizzazione delle sezioni Tsn.
Infine, Fratelli d’Italia ha promosso un emendamento, approvato dagli alleati di governo, in base al quale «le procedure elettorali eventualmente indette o espletate prima della data d’approvazione del [nuovo] statuto non producono effetti»: la presidenza di Valentina Turisini rischia di essere brevissima.
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