In vigore il decreto che riorganizza l’Uits

In vigore il decreto che riorganizza l’Uits - governo Meloni alla Camera
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È comparso sulla Gazzetta ufficiale il decreto che riorganizza l’Uits, separando le funzioni istituzionali da quelle sportive.

La separazione tra funzioni istituzionali e funzioni sportive si declina in una centralizzazione estrema: non c’è verso di equivocare l’articolo 8 del decreto 108/26, col quale il governo Meloni ha messo mano alla struttura dell’Uits.

Eletto dall’assemblea, il consiglio sportivo (ne fanno parte il presidente, che rappresenta l’Uits presso l’Issf, il Coni e il comitato paralimpico, e dieci consiglieri: sette per le società, due per gli atleti, uno per i tecnici) si vede affiancato da un consiglio generale, che sovrintende all’istruzione, all’addestramento al tiro con armi da fuoco e ad aria compressa, al rilascio delle certificazioni: nominare il suo presidente, legale rappresentante dell’Uits, spetta al presidente della Repubblica su proposta del presidente del consiglio e del ministro della Difesa dopo il voto del governo; il mandato, rinnovabile due volte, dura quattro anni.

Insieme al presidente, del consiglio generale faranno parte due consiglieri designati dai ministri della Difesa e dello Sport, due dagli enti o dagli organismi federati per attività addestrative, uno dagli ispettori.

Gli ispettori Uits nelle sezioni Tsn

Gli ispettori rappresentano le figure chiave della riforma: il decreto prevede che agiscano presso le sezioni Tsn «svolgendo la propria attività in maniera autonoma, esclusiva e continuativa» (il compenso annuo può raggiungere i 36.000 euro lordi), che siano presenti a tutte le operazioni d’addestramento e che certifichino il rilascio delle abilitazioni.

Nelle intenzioni del governo ciò consente all’Uits, «ferma restando l’attività d’indirizzo» del consiglio sportivo, di dirigere le sezioni Tsn, di coordinarle e di sorvegliare sul loro operato; alla vigilanza, inoltre, è deputato un comitato apposito, presieduto da una figura designata dal consiglio generale e destinato a occuparsi sia di strutture e impianti, sia della gestione amministrativa, contabile e patrimoniale.

Il decreto prevede che i beni demaniali al momento in uso gratuito alle sezioni Tsn passino all’Uits, che provvede all’ammodernamento degli impianti e dei campi da tiro e ne assicura la gestione «in forma centralizzata».

Alle sezioni Tsn, società di diritto privato (nei comuni che non raggiungono i 500.000 abitanti può starcene una soltanto), resta il compito di provvedere all’addestramento di coloro che risultano obbligati per legge, di curare la preparazione dei tesserati, di organizzare manifestazioni sportive e di svolgere attività promozionale.

Ambiti gestionali distinti

Alle sezioni Tsn rimarrà il 75% delle quote incassate per i corsi di tiro a segno e maneggio delle armi; il restante 25% farà parte delle entrate dell’Uits istituzionale insieme alle quote d’iscrizione obbligatoria prevista dal codice d’ordinamento militare, alle quote federative e a quelle dei corsi per direttori di tiro e ispettori, ai corrispettivi per le verifiche tecniche e i servizi di vigilanza. All’altra componente dell’Uits restano i contributi di Sport e Salute e i proventi dei corsi di formazione sportiva e del tesseramento per attività analoghe.

Spetta al ministro dell’Economia designare il presidente dei revisori dei conti; gli altri due componenti li scelgono il Coni e il ministro dello Sport.

Il decreto entra in vigore subito, Camera e Senato hanno sessanta giorni di tempo per convertirlo in legge; nel frattempo il governo ha prorogato l’incarico del commissario straordinario Walter De Giusti, che entro novanta giorni dovrà adeguare lo statuto alla nuova normativa.

Le elezioni non salteranno, ma riguarderanno soltanto presidente e consiglio dell’Uits sportiva.

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