Cartucce RWS Short Rifle, il test

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I dati balistici indicati dai produttori di munizionamento vanno interpretati in funzione dell’arma che si ha in mano. Cosa ben diversa è sparare con una carabina con canna di 600 mm dallo sparare con una canna da 420 mm. Per questo motivo RWS ha lanciato il munizionamento Short Rifle per carabine particolarmente compatte.

Necessità o tendenza, quella delle carabine compatte è un fenomeno dei nostri tempi. Destinate a recuperatori, battitori e canai, si sono diffuse tra i postaioli per trovare poi spazio anche nell’armadio di chi pratichi indifferentemente caccia di selezione e braccata. Sono strumenti precisi e affidabili in grado di offrire numerosi vantaggi. In primis dimensioni compatte e peso contenuto. Secondariamente una precisione che non ha nulla da invidiare agli altri allestimenti della gamma di riferimento. Non mancano però gli elementi critici, enfatizzati proprio dalla caratteristica peculiare di questa classe d’armi: la canna.

Una questione di centimetri

Tutte le munizioni commercializzate secondo le norme CIP vengono testate in canne da 600 millimetri, nei calibri standard, e 650 mm, in quelli magnum. E, inevitabilmente, danno il meglio di sé proprio all’interno di questi parametri. Rispetto ai valori standard, una stima molto empirica ma generalmente accettata identifica in 15 m/s la perdita velocitaria per 5 centimetri di canna in meno. E se la canna fosse ancora più corta? Inevitabilmente andremmo a perdere altro in termini di velocità alla volata e ancor di più in termini di energia. Ma non basta. Una canna particolarmente corta che spari cartucce convenzionali non permetterà alla polvere di bruciare correttamente al suo interno, con una perdita di prestazioni più che proporzionale al ridursi della sua lunghezza. E produrrà una vampa particolarmente visibile e rumorosa.

La soluzione

Partendo da queste considerazioni, RWS ha allargato la propria offerta commerciale con le cartucce RWS Short Rifle, pensate per carabine con canne comprese tra i 16 e i 22 pollici (420-550 millimetri). Inizialmente proposti nel solo .308 Winchester, oggi sono commercializzati anche in .30-06 Springfield, .300 Winchester Magnum e 8×57 JS.

Le nuove cartucce RWS Short Rifle utilizzano una polvere particolarmente vivace e un innesco più potente della norma in modo da esprimere tutte le potenzialità del caricamento nei pochi centimetri di canna a disposizione. Puntando ad annullare la differenza prestazionale tra un’arma compatta e una standard anche nei tiri alle distanze più lunghe.

Attualmente le cartucce RWS Short Rifle della Performance Line sono disponibili in due differenti assetti:
– con palla senza piombo HIT (da 150 grani in calibro .30″),
– con palla convenzionale Speed Tip Professional a frammentazione parziale (165 grani).

La prova

In occasione della prova abbiamo utilizzato una carabina Steyr Scout calibro .308 Winchester caratterizzata da una canna da 460 millimetri (18 pollici), destinazione ideale per il munizionamento Short Rifle di RWS.

Al netto delle differenze strumentali, il munizionamento Short Rifle dimostra velocità di uscita (quindi livelli energetici) che ne permettono un sereno impiego fino a 300 metri, che in determinate circostanze si può rivelare addirittura superiore al limite di un abbattimento cosiddetto etico.

Scheda comparativa, dati ufficiali

Tabella balistica munizioni RWS rilevata

 

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Matteo Brogi è nato a Bologna nel 1968. Nel 1995 inizia a lavorare come fotografo e giornalista. Dai suoi esordi professionali ha pubblicato su periodici nazionali e stranieri affiancando all'attività editoriale quella espositiva di progetti fotografici di ricerca personale. È stato introdotto alla caccia dal padre da bambino. Attualmente caccia gli ungulati – mai quanto vorrebbe – in braccata secondo la tradizione toscana, da appostamento o alla cerca in Appennino e all'estero. La sua conoscenza delle armi deriva da una lunga esperienza agonistica nella disciplina del tiro a segno e da una forte passione per la tecnica e la meccanica. Crede fortemente nell'esigenza di divulgare i principi di una caccia etica e responsabile come mezzo per compiere con consapevolezza l'esercizio venatorio e garantire la sua fruibilità nel tempo. Collabora con riviste del settore armi e caccia dall'inizio della sua attività professionale, realizzando servizi fotografici, recensioni, prove di armi e reportage. Ha pubblicato 4 volumi monografici: Tiro a Segno. Armi e regolamenti per le specialità di pistola (2002), Beretta. Le pistole (2012), Le pistole Glock (2014) e Pistole semiautomatiche (2015). Collabora con CAFF Editrice dal 2010. È coordinatore editoriale di Cacciare a Palla, Sentieri di Caccia e Cinghiale che Passione oltre che direttore responsabile di Hunt 360, la rivista del Safari Club International - Italian Chapter.

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