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Incidenti di caccia e porto d’armi: la sentenza del Tar

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Il Tar della Lombardia si è espresso sul caso di un cacciatore di Sondrio al quale era stato revocato il porto d’armi dopo che aveva ferito un compagno di battuta. Quali sono le possibili conseguenze legali degli incidenti di caccia?

Incidenti di caccia martello del giudice per sentenza del Tar
© Faizal Ramli

Gli incidenti di caccia possono portare alla revoca del porto d’armi. A prescindere “dalla gravità delle lesioni” causate e “dal carattere più o meno colposo del comportamento”. È sufficiente che denotino negligenza, imprudenza, imperizia. Così ha deciso il Tar della Lombardia respingendo il ricorso di un cacciatore di Sondrio con la sentenza pubblicata in serata. All’uomo è stato contestato il reato di lesioni personali colpose. Ma, al di là dell’aspetto penale, basta la dinamica dell’incidente avvenuto un anno fa per procedere alla revoca del porto d’armi. Durante una battuta, i due cacciatori “si trovavano in zona boschiva, uno di fronte all’altro”. In fase di caricamento “della propria carabina Blaser K95 STD, [uno] attingeva, accidentalmente, alla gamba destra l’altro con munizione calibro 6x62R FR per la caccia a ungulati”.

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Respingendo il ricorso, il Tar specifica inoltre che incidenti di caccia di questa specie non portano via solo il porto d’armi: cade anche la possibilità di richiedere il permesso per la sola detenzione.

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