La scomparsa dell’ultimo armaiolo Zanotti

La morte di Stefano Zanotti (20 gennaio 1945 – 27 giugno 2026) pone la parola fine a una saga familiare durata più di 400 anni, con un’ininterrotta serie – documentata e storicamente accertata – di artigiani armaioli che si sono di generazione in generazione tramandati il mestiere, con tutte le implicazioni di capacità e conoscenze insite in un lavoro così particolare

Dopo la scomparsa avvenuta due anni fa di Andrea Toschi, ultimo erede dell’altra antica dinastia di artigiani romagnoli, è questo un ulteriore tassello che contribuisce a chiudere la particolarissima storia – tutta italiana – degli artigiani romagnoli. Fino a qualche decennio fa, erano attivi in Romagna i Toschi, i Cortesi, i Fabbrizioli, Zaccaria (poi Battaglia), i f.lli Bottega, più altri minori. Erano eredi di una tradizione radicata in una terra di grandi cacciatori e di appassionati cultori delle belle armi da caccia, che nello spoglio panorama della produzione nazionale fra gli ultimi decenni del 1800 e i primi decenni del 1900, producevano sicuramente i fucili italiani migliori e più rifiniti, tenendo alto il nostro vessillo e meritando riconoscimenti anche in Europa, segnatamente da parte di quei produttori belgi che allora dominavano il mercato.

Fervore creativo

Le doppiette a cani esterni Zanotti erano celebrate per lo splendido stile dei loro cani, mentre i vari tipi succedutisi nel tempo di acciarini per cani interni destavano meraviglia per le brillanti particolari soluzioni adottate, spesso protette da brevetto. Tutto questo fervore creativo e tutte queste realtà famigliari e artigianali radicate nel tessuto sociale romagnolo sono via via scomparse nel giro di pochi decenni, travolte dall’inesorabile tirannia economica dei tempi moderni e dalle scelte delle giovani generazioni. Oggigiorno credo non ci sia più nemmeno una licenza di fabbricazione di armi da caccia in tutta la regione. Cala il sipario su una tradizione secolare, che aveva dato lustro e rinomanza a tutta la Romagna. Il panorama delle armi da caccia italiane ne risulta diminuito e impoverito.