Ritardi nel rilascio e nel rinnovo del PdA: la soluzione c’è!

Ci siamo occupati più volte dei ritardi di alcune questure nello svolgere le pratiche di rilascio e rinnovo del porto di fucile uso caccia o uso tiro a volo. Appassionati che hanno atteso o stanno aspettando da oltre sei mesi/un anno per una pratica che (secondo la legge) deve durare 90 giorni!

Tempi inaccettabili, spesso senza mai comunicare neppure una riga all’interessato circa i motivi del ritardo. Interventi dell’associazione Auda e solleciti via Pec spesso mai riscontrati: non si riesce neppure a sapere il nome del responsabile del procedimento, nonostante la legge preveda la sua indicazione obbligatoria. Manco fosse un segreto militare…

La prima soluzione…

Per il cittadino, quale rimedio? Esclusi farraginosi procedimenti per danni (quando mai la pubblica amministrazione paga dazio per un ritardo, non prendiamoci in giro), resta ben poco. La prima soluzione è attendere a oltranza. Ci vuole un anno? Molti sono assolutamente convinti che sia giusto così: la licenza di PdA non è vitale come un farmaco salva vita, quindi meglio aspettare e subire in silenzio. Si sa mai che una parola di troppo possa infastidire la questura e scatenare chissà quali ritorsioni.

… e la seconda

La seconda soluzione è agire in via amministrativa contro il silenzio inadempimento della pubblica amministrazione; si fa per ricorso al Tar con procedura snella e con meno formalità rispetto ai ricorsi ordinari. Le udienze sono fissate a breve, ma spesso non è neppure necessaria la pronuncia sul merito. Non appena la questura viene a sapere del ricorso al Tar (lo viene a sapere tramite l’Avvocatura distrettuale dello Stato, che li avverte del ricorso), magicamente la situazione si sblocca e il PdA viene prontamente (diciamo così) emesso. Abbiamo atteso un duplice riscontro da due differenti questure, dove Auda ha patrocinato ad adiuvandum l’interessato, secondo le finalità previste dallo Statuto dell’associazione che è da sempre in prima linea a difendere gli utilizzatori delle armi.

In entrambi i casi (probabile che non siano eventi fortuiti), molto prima dell’udienza il cittadino è entrato in possesso dell’agognata licenza. Resta aperto il discorso sulle spese, dove le inadempienze della pubblica amministrazione non dovrebbero ricedere sulle tasche di chi fa valere le proprie ragioni, evidenziando il grave ritardo accumulato. L’importante era cercare un rimedio valido… e questo pare lo sia stato.

Vi renderemo partecipi delle ulteriori iniziative in corso.