Il peso della Direttiva Armi sui prossimi appuntamenti politici

Direttiva armi no guns

Difesa Italia risponde a Lara Comi: nella controreplica dell’associazione all’europarlamentare forzista si legge che si tenterà di “sensibilizzare i cittadini italiani sulle posizioni assunte dalle diverse forze politiche, fornendo specifiche indicazioni sull’orientamento di voto da esprimere”.

Difesa Italia risponde a Lara Comi
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Ormai si viaggia a colpi di comunicati, mentre continua a scorrere la sabbia nella clessidra che fissa la data ultima per il recepimento nazionale della Direttiva Armi. Difesa Italia risponde alla controreplica di Lara Comi, chiamata in causa qualche giorno fa, ribadendo che la revisione della Direttiva non si basa su “un presunto ma indimostrato (e soprattutto indimostrabile) accordo delle principali associazioni di tiratoricollezionisticacciatoriproduttori” di armi.

In più, Difesa Italia sostiene che l’europarlamentare di Forza Italia sbagli nel ritenere che il dissenso e il profondo rammarico dei legali detentori di armi “origini prevalentemente da una malintesa interpretazione delle previsioni” della nuova norma. L’associazione si dice infatti “irremovibilmente convinta che la nuova Direttiva Armi inciderà in modo risibile o nullo sui flussi e sui canali che alimentano il mercato delle armi da guerra e clandestine utilizzate dal terrorismo internazionale e dalla criminalità organizzata”, creando problemi soltanto ai legittimi detentori di armi.

Conseguenze politiche

Difesa Italia dà un’interpretazione precisa dei recenti risultati elettorali (“un’inequivocabile risposta della società italiana agli atteggiamenti” di alcune parti politiche); e, visto che nella sua lettera la Comi si dice vicina e interessata alla tutela degli interessi dei produttori e dei possessori di armi, l’associazione le chiede “di indicare come ritenga di poter fornire un contributoconcreto.

Difesa Italia risponde a Lara Comi segnalando inoltre che già da mesi, e in misura sempre crescente, è intenzionata a “sensibilizzare i cittadini italiani sulle posizioni assunte dalle diverse forze politiche, fornendo specifiche indicazioni sull’orientamento di voto da esprimere”. L’associazione si dice infatti convinta che la posizione dei partiti sul diritto dei cittadini a possedere armisia fortemente indicativa della più ampia prospettiva con cui concepiscono il tema della tutela delle libertà civili e il rapporto con il cittadinoelettore, titolare di diritti e non solo lavoratore e contribuente da sacrificare per salvare banche fallite per malagestione”.