Gamo Pr-776, come un vero revolver

Gamo Pr-776
Il Gamo Pr-776 è un revolver ad aria compressa in calibro 4,5 di libera vendita in armeria ai maggiorenni

 

Gamo Pr-776
Il Gamo Pr-776 è un revolver ad aria compressa in calibro 4,5 di libera vendita in armeria ai maggiorenni

Il Gamo Pr-776 ha dimensioni, peso e funzionamento che lo rendono estremamente somigliante a un vero revolver: nel tiro al barattolo è davvero divertente.

Tra le armi corte ad aria compressa di libera vendita, cioè con energia cinetica alla canna inferiore ai 7,5 Joule, la parte del leone è appannaggio delle semiautomatiche.

Ciò non toglie, che esistano numerosi estimatori dei revolver, anche tra gli appassionati di aria compressa.

Ecco perché, quando un produttore propone una novità in questo segmento di mercato, la proviamo molto volentieri.

Questa volta è il turno del nuovo revolver della spagnola Gamo (marchio distribuito in Italia da Adinolfi), il Pr-776, un oggetto che di grande impatto estetico. L’impressione è di essere di fronte a un revolver vero e proprio.

La realizzazione in acciaio rende il maneggio del Pr-776 estremamente realistico.

Tamburo a 8 colpi

La confezione di cartone che contiene il revolver spagnolo comprende due tamburini in metallo da 8 colpi in cui inserire i pallini diabolo da 4,5 mm.

Ciò semplifica di molto il caricamento del revolver, visto che è possibile inserire i diabolo nei due tamburini separatamente, senza dover maneggiare l’arma (come se fossero dei speedloader). Una volta pronti, li si potrà inserire nel tamburo vero e proprio, e iniziare a sparare.

Di fatto, è come avere a disposizione 16 colpi alla volta. Il cambio è agevole, visto che i progettisti hanno inserito anche un’asta di espulsione in acciaio lucidato a specchio – la cui estremità è zigrinata e antiscivolo – che fa protudere la stella di rotazione facendo cadere il tamburino.

Al tamburo si accede spingendo in avanti col pollice la leva di sgancio, posta come da tradizione sul lato sinistro: è zigrinata e ben conformata e, se viene arretrata, inserisce anche la sicura che blocca il grilletto (non funziona però a cane armato).

L’alimentazione è offerta dalla classica bomboletta da 12 grammi di CO2 che è posta nel calcio, riportante anch’esso una lavorazione antiscivolo sul dorso mentre l’anteriore mostra due rilievi per il posizionamento delle dita.

Gamo Pr-776
La volata del Gamo Pr-776 è di grande effetto

Funzionamento e mire

L’azione è mista. Il Gamo Pr-776 può funzionare sia in doppia azione, con il grilletto che arma il cane e ne provoca la caduta, sia in singola azione, armando manualmente il cane (operazione favorita dalla rigatura traversale presente sulla sua sommità): la corsa del grilletto sarà così più ridotta, favorendo il tiro lento mirato.

A tal proposito, meritano una nota le mire, davvero ben concepite.

Il mirino è inserito dal davanti e fissato da una vite (può quindi essere sostituito) e presenta un puntino bianco, utile per la collimazione; la tacca di mira è regolabile in alzo e derivazione, attraverso due viti, e presenta una rigatura orizzontale sulla parte anteriore in funzione antiriflesso.

Corretta la luce attorno al mirino quando traguardato dalla tacca.

La prova “a fuoco”

Il Gamo Pr-776 è un’arma ad aria compressa che riprende il funzionamento di un revolver, quindi tutte le operazioni, dall’armamento allo sparo, replicano quelle di un’arma da fuoco.

La differenza è, ovviamente, nella reazione allo sparo: mentre nelle semiautomatiche ad aria compressa sono riusciti a replicare lo “scarrellamento”, qui non vi è praticamente alcuna reazione.

Meglio così, diranno alcuni. Le sessioni di tiro alla lattina, infatti, si possono protrarre a lungo, senza ripercussioni su mani e braccia.

A ogni modo, il Gamo Pr-776 si è rivelato preciso, grazie alla canna da 6 pollici che riesce a stabilizzare il diabolo; con un po’ di pratica, anche il tiro in doppia azione si è rivelato a portata… di dito indice.

Insomma, tanto divertimento ma anche una buona scuola in vista di tiri più sostanziosi.

Prezzo indicativo: 195 euro.

di Gianluigi Guiotto – tratto da Armi Magazine aprile 2017