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Il senatore Pillon, della Lega, intervistato da armimagazine.it

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Matteo Brogi, a sinistra, intervista il senatore della Lega Simone Pillon

Allo stand di armimagazine.it – durante la seconda giornata di Caccia Village, a Bastia Umbra – è venuto a trovarci Simone Pillon, senatore della Lega, eletto nel collegio Monza-Brianza. Con lui abbiamo parlato di sicurezza e legittima difesa.

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Senatore Pillon, cosa chiederà la Lega all’azione del nuovo governo?
Matteo Salvini ha dichiarato che il tema della legittima difesa farà parte del contratto di governo che stiamo stipulando con il Movimento 5 Stelle. È un tema sul quale non intendiamo transigere. La libertà dei cittadini di potersi difendere a casa loro, nel loro negozio o nei locali della propria attività professionale è una libertà sulla quale non siamo disposti a patteggiare. C’è una narrazione che vuole nelle armi un nemico da eliminare. Le armi sono una cosa seria, che va normata, ma non ci dobbiamo dimenticare che le persone che intendono utilizzare le armi per delinquere si approvvigionano da canali illegali e sono quelli che vanno contrastati. I cittadini onesti che desiderano acquistare armi per difendersi o praticare sport devono vedere tutelato il proprio diritto. Certo, non possiamo dare le armi in mano a persone che non le sanno usare, è necessario garantire che ci sia una formazione per chi desidera acquistarne e detenerne ma – detto questo – la burocrazia che blocca il settore va contrastata.

Come verrà modulato il concetto di legittima difesa per difendere il cittadino all’aleatorietà dell’applicazione dei principi di legge?
Dobbiamo anzitutto garantire che le nostre città siano sicure perché la legittima difesa deve essere un’ultima possibilità. Non voglio che il cittadino si trovi nella condizione di difendersi. Piuttosto, che tutti coloro che attentano alla sicurezza del nostro paese siano messi in condizioni di non nuocere prima di entrare nelle case degli italiani. Però, quando questo non accade e l’ultima linea di difesa è quella della reazione, non possiamo pensare di legare le mani ai cittadini onesti. Se una persona sta difendendo la sua vita, quella dei suoi familiari, la sua attività professionale, la sacralità della propria casa, deve poter usare tutta la quantità di forza necessaria per respingere la minaccia. Basta, abbiamo raggiunto il limite di sopportazione, con persone che si sono trovate sotto processo per essersi difese da una minaccia ingiusta. È notizia di questi giorni la morte per soffocamento di un uomo in seguito a una rapina. Queste cose non possono più essere tollerate. La legittima difesa è un sacrosanto diritto riconosciuto sia dall’ordinamento statale sia da quello naturale e dalle norme morali. Non capisco perché questo in Italia non sia accettato. Dobbiamo allargare i margini contenuti dalla normativa vigente.

È notizia di questi giorni che il governo Gentiloni ha varato un decreto legislativo che intende complicare la vita a chi acquista o detiene un’arma…
Il tema dell’ulteriore restrizione sull’acquisto delle armi verrà affrontato nella nostra azione. A titolo personale, idea comunque condivisa dal Partito, penso che sarebbe utile provvedere alla reintroduzione del servizio militare e tornare a educare i nostri giovani anche all’uso delle armi. Magari sarà necessario un servizio militare diverso, noi vorremmo che fosse su base territoriale, ma sarebbe una prima educazione dei cittadini all’uso delle armi. Così che non siano più un feticcio ma espressione della cultura di un popolo che da sempre ha fatto della loro fabbricazione una specialità. Accanto a questo si affianca la possibilità di affrontare attività come la caccia e i tanti sport, dal tiro a segno al tiro a volo, discipline olimpiche nelle quali eccelliamo. La Lega si preoccuperà anche di garantire che le aziende italiane, che producono le migliori armi al mondo, possano operare senza vincoli che le limitano.

Ci sono però degli aspetti, come il recepimento di normative europee, difficili da eludere…
Qui entriamo in discorso molto più ampio, su quanto spazio vogliamo lasciare a questa Europa. Credo ci siano i margini per intercettare le indicazioni della UE e adattarle alla realtà italiana. È giusto che il governo italiano difenda in primo luogo gli interessi dei cittadini, degli artigiani e delle aziende italiane. Se le normative proposte dalla UE vanno in contrasto con i superiori interessi dei cittadini italiani, dobbiamo intervenire e armonizzarle a quella che è la nostra realtà.

L’ordine pubblico è un tema complesso che registra tra l’altro un clima ostile alle forze dell’ordine…
Il tema della sicurezza è primario. Dobbiamo garantire che l’attività delle forze dell’ordine si svolga all’interno delle prerogative della legge ma dobbiamo ricordarci che gli agenti sono padri e madri di famiglia che hanno una responsabilità enorme, fanno un lavoro complesso nel garantire la sicurezza di tutti. Dovremmo quindi iniziare ad esprimere gratitudine al loro impegno in un clima generale di assoluta mancanza di sostegno. Il loro è un lavoro eroico. Partiamo da qua. Dobbiamo dare garanzia che il loro lavoro sia rispettato e, allo stesso tempo, chiedere che si svolga nell’alveo della legge.

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Matteo Brogi è nato a Bologna nel 1968. Nel 1995 inizia a lavorare come fotografo e giornalista. Dai suoi esordi professionali ha pubblicato su periodici nazionali e stranieri affiancando all'attività editoriale quella espositiva di progetti fotografici di ricerca personale. È stato introdotto alla caccia dal padre da bambino. Attualmente caccia gli ungulati – mai quanto vorrebbe – in braccata secondo la tradizione toscana, da appostamento o alla cerca in Appennino e all'estero. La sua conoscenza delle armi deriva da una lunga esperienza agonistica nella disciplina del tiro a segno e da una forte passione per la tecnica e la meccanica. Crede fortemente nell'esigenza di divulgare i principi di una caccia etica e responsabile come mezzo per compiere con consapevolezza l'esercizio venatorio e garantire la sua fruibilità nel tempo. Collabora con riviste del settore armi e caccia dall'inizio della sua attività professionale, realizzando servizi fotografici, recensioni, prove di armi e reportage. Ha pubblicato 4 volumi monografici: Tiro a Segno. Armi e regolamenti per le specialità di pistola (2002), Beretta. Le pistole (2012), Le pistole Glock (2014) e Pistole semiautomatiche (2015). Collabora con CAFF Editrice dal 2010. È coordinatore editoriale di Cacciare a Palla, Sentieri di Caccia e Cinghiale che Passione oltre che direttore responsabile di Hunt 360, la rivista del Safari Club International - Italian Chapter.

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