L’ultimo ddl sicurezza approvato dal governo Meoni elimina il risarcimento a favore di chi, commettendo un reato, ha subito un danno a causa della reazione della vittima.
Si sapeva che il governo Meloni stava lavorando a una misura di questo tipo, Matteo Salvini ne aveva parlato un paio di settimane fa alla festa dei giovani della Lega: ieri il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che intende escludere che la vittima di un reato debba provvedere al risarcimento dell’aggressore danneggiato dalla reazione.
Il campo d’applicazione è la legge sulla legittima difesa, sulla quale peraltro il centrodestra è già intervenuto nel corso della primavera; nella nota diffusa alla fine della riunione il governo cita, tra i reati per i quali vuole escludere il risarcimento in caso di danni inferti dalla vittima all’aggressore, «il furto in abitazione, la violenza sessuale, la rapina e il sequestro di persona a scopo d’estorsione».
Inoltre, il ddl intende rendere procedibile d’ufficio, dunque non più solo su querela dell’offeso, il reato di lesioni personali lievi commesso ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.
Si tratta di un disegno di legge, non di un decreto: pertanto perché la riforma entri in vigore è necessario che sia la Camera sia il Senato la approvino nella medesima formulazione.
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