L’ultimo decreto sicurezza approvato dal governo Meoni elimina il risarcimento a favore di chi, commettendo un reato, ha subito un danno a causa della reazione della vittima.
Si sapeva che il governo Meloni stava lavorando a una misura di questo tipo, Matteo Salvini ne aveva parlato un paio di settimane fa alla festa dei giovani della Lega: non appena il decreto sicurezza (l’ennesimo) approvato ieri dal consiglio dei ministri comparirà sulla Gazzetta ufficiale, la normativa escluderà esplicitamente che la vittima di un reato debba provvedere al risarcimento dell’aggressore danneggiato dalla reazione.
Il campo d’applicazione è la legge sulla legittima difesa, sulla quale peraltro il centrodestra è già intervenuto nel corso della primavera; nella nota diffusa alla fine della riunione il governo cita, tra i reati che prevedono l’esclusione dal risarcimento in caso di danni inferti dalla vittima all’aggressore, «il furto in abitazione, la violenza sessuale, la rapina e il sequestro di persona a scopo d’estorsione».
Inoltre, il decreto rende procedibile d’ufficio, dunque non più solo su querela dell’offeso, il reato di lesioni personali lievi commesso ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.
La riforma entrerà in vigore quando il decreto comparirà sulla Gazzetta ufficiale; da allora scatteranno i sessanta giorni – occhio alla pausa estiva – entro i quali il parlamento dovrà approvare il ddl di conversione in legge.
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