Toni alti alla Camera sull’articolo 8 del decreto sport, quello che riforma l’Uits.
«Nel rispetto della coalizione», nonostante le perplessità, per «non protrarre l’iter del provvedimento» la Lega ritira gli emendamenti principali: con queste parole la deputata Manuela Maffioli ha notificato la rinuncia a modificare in profondità l’articolo 8 del decreto sport, quello che riforma l’Uits sdoppiandone la governance e centralizzandone la gestione a scapito delle sezioni Tsn.
Col parere favorevole del governo e del relatore, Domenico Cangiano di Fratelli d’Italia, la Camera ha comunque approvato gli emendamenti 8.1005 e 8.1008 (li hanno firmati Giovanna Miele e Vanessa Cattoi), del testo ufficiale dei quali si attende ancora la pubblicazione.
Le opposizioni contro De Giusti
Di seguito, dopo che la discussione si è infiammata, in polemica con il centrodestra anche le opposizioni hanno ritirato i propri emendamenti: Mauro Berruto ha detto che il Partito democratico «non vuole avere niente a che fare con questo testo inemendabile», del quale lascia «la responsabilità completa» al ministro Abodi.
Per il Pd sono grandi le colpe della maggioranza e del governo, che hanno pensato che la riforma «non meritasse la condivisione con le 300 sezioni Tsn», costrette «a comprare due pagine di due quotidiani per denunciare questa porcheria».
Ovviamente assente, il protagonista della discussione è stato Walter De Giusti, da più di un anno commissario straordinario dell’Uits: per Berruto è stato lui, «il grande candidato» alla presidenza non più elettiva, «a dettare» il testo della riforma.
«Per tutto il tempo [dell’audizione]» ha confermato Gaetano Amato, deputato del Movimento 5 Stelle, «De Giusti ha detto: “abbiamo scritto, ho fatto”, tanto che alla fine [gli ho chiesto] se fosse un parlamentare. Ha detto [di] no. Allora dico: “Ma perché ‘ho scritto, ho fatto’? Ma mica l’ha scritto lei quest’articolo?” Lui mi ha risposto sì, in maniera candida».
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