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Riforma della legittima difesa: ecco gli emendamenti al testo base

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Le forze politiche hanno presentato 72 emendamenti al testo base di riforma della legittima difesa. Si comincia a discuterne martedì pomeriggio.

rapinatore appoggiato a una porta con pistola e passamontagna: riforma della legittima difesa
© Elnur

L’iter della discussione sulla riforma della legittima difesa è giunto a uno snodo fondamentale. Nel corso dell’ultima seduta della commissione Giustizia del Senato, sono stati presentati 72 emendamenti al testo base. Si comincerà a votare da martedì pomeriggio. In commissione sono replicati i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. Bisognerà però vedere se su un provvedimento così delicato l’asse tra 5 Stelle e Lega reggerà in tutte le 72 votazioni. Una volta approvato, che sia senza modifiche o emendato, il testo base approderà in aula per la discussione finale, poi passerà alla Camera.

Sabatti Saphire

Gli emendamenti al testo base di riforma della legittima difesa

Liberi e Uguali punta al bersaglio grosso. Gli emendamenti a prima firma Grasso cercano di far saltare tutto l’impianto. Le proposte di Forza Italia tentano invece di introdurre il concetto di non manifesta sproporzione in luogo della proporzione tra difesa e offesa. A specificare il concetto di proporzionalità mira anche il Partito Democratico. “Ai fini dell’apprezzamento del rapporto di proporzione”, si legge nell’emendamento a prima firma Cucca, “si tiene conto dei mezzi di difesa a disposizione dell’aggredito, delle circostanze, anche temporali, dell’aggressione, con particolare riguardo al numero degli aggressori, alle condizioni e all’età delle vittime dell’aggressione”. Secondo Fratelli d’Italia vanno invece espunti i riferimenti alla legittima detenzione dell’arma usata per difendersi e alla non desistenza dell’aggressore: bisogna davvero potersi difendere sempre.

Ma sulla bilancia pesa soprattutto la proposta presentata da Francesco Urraro, senatore del Movimento 5 Stelle. Lo “stato di grave turbamento, scrive Urraro, non può contare quando si parla di valutare se si è agito per legittima difesa. In direzione opposta va Fratelli d’Italia, che non fa parte della maggioranza di governo ma con cui potrebbero saldarsi i voti della Lega sul provvedimento. Il pericolo di aggressione, si legge nell’emendamento, “e l’assenza di desistenza sono sempre presunti quando l’offesa ingiusta avviene con modalità atte a creare uno stato di paura o agitazione nella persona offesa”.

In commissione Giustizia la Lega ha a disposizione 4 voti, così come Forza Italia; 8 ne conta il Movimento 5 Stelle, 3 il PD, 2 Fratelli d’Italia, 1 a testa Liberi e Uguali e SVP. Sulla carta dunque la maggioranza può contare su 12 voti su 23; bisogna però vedere se i 5 Stelle saranno compatti al fianco dell’allegato leghista e se Forza Italia e Fratelli d’Italia si muoveranno in ordine sparso.

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