Nella seduta 177 il consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare un pacchetto di decreti legislativi sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale: uno riguarda l’impiego consentito alle forze di polizia.
Le decisioni resteranno umane, l’informatica metterà a disposizione soltanto «indicazioni, previsioni, contenuti e analisi di supporto»: così il governo chiosa l’approvazione preliminare di uno dei decreti legislativi che, riempiendo di contenuti la legge delega 132/25, dopo il vaglio delle commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle authority competenti definiranno il perimetro entro il quale le forze di polizia potranno servirsi delle applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Saranno possibili solo due utilizzi mirati, «eccezionali e presidiati da garanzie»: si potrà procedere all’identificazione biometrica in tempo reale solo per prevenire minacce gravi alla sicurezza e all’ordine pubblico, oppure per ricercare persone scomparse o vittime di sequestro, tratta e sfruttamento sessuale; in parallelo, la legge consentirà il riconoscimento facciale a posteriori soltanto per identificare l’autore di un reato – anche soltanto tentato – sulla base di elementi oggettivi e verificabili.
Nella nota che chiude il consiglio dei ministri il governo ribadisce che «nessuna decisione negativa potrà basarsi unicamente sul risultato dell’applicazione», e che resteranno vietate sia le banche dati create con la raccolta massiva di dati, sia l’identificazione biometrica indiscriminata.
Leggi le news, gli approfondimenti legali e i test di armi e di munizioni sul portale web di Armi Magazine.











