Consiglio di Stato: nel 2025 il commissario non poteva revocare l’assemblea elettiva dell’Uits

Consiglio di Stato nel 2025 il commissario non poteva revocare l’assemblea elettiva dell’Uits
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Respingendo l’appello, il Consiglio di Stato ha confermato che nel 2025 il commissario straordinario non avrebbe dovuto revocare l’assemblea elettiva dell’Uits.

È lecito chiedersi come sarebbe andata se, una volta deciso di riformare l’Uits centralizzandone la governance e marginalizzando le sezioni Tsn, il governo Meloni si fosse trovato davanti un presidente nel pieno dei poteri e legittimato dal voto; la domanda torna a circolare ora che il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza (è la 6120/26) con la quale, confermando quanto deciso dal Tar del Lazio, ha stabilito che il commissario straordinario non avrebbe potuto né dovuto revocare l’assemblea elettiva, che il consiglio direttivo aveva fissato per il 15 e il 16 marzo 2025.

«In assenza dei presupposti normativi» che nella circostanza non si erano materializzati, si legge nella sentenza, i poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria non consentivano di cancellare la convocazione.

Da sola la modifica dello statuto del Coni non poteva rendere anacronistica la procedura di nomina (prima della riforma era una procedura complessa: l’assemblea designava, il ministro della Difesa proponeva, il consiglio dei ministri deliberava, il presidente della Repubblica nominava), ragione per cui il commissario aveva rinviato le elezioni, senza peraltro fissare un termine.

Peraltro è curioso che la decisione di revocare la delibera di convocazione dell’assemblea poggiasse sulla volontà di introdurre «un modello di governance autonomo e privo d’interferenze ministeriali»: adesso scegliere il presidente dell’Uits – della componente istituzionale, ma di fatto sovraordinato alla controparte sportiva: è il legale rappresentante di tutto l’ente – spetta direttamente al governo.

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